sabato 18 marzo 2017

Il trionfo della semplicità sostanziale di “Duet” al chiostro F.P. Fiorentino


di Francesca Papagni

San Giovanni Rotondo, 17/03/2017, Chiostro comunale F.P. Fiorentino, h.21,30: L'atteso trio “Duet – tre cantautrici, insieme, cantano Tenco” entra in scena per la prima essenziale, ma assolutamente non banale, esibizione dedicata alla commemorazione di Luigi Tenco, cantautore noto per essere stato uno dei massimi esponenti della scuola genovese, rinnovatrice e stravolgitrice della musica leggera italiana.

La serata si è aperta, dapprima, con un delizioso omaggio tenchiano: la canzone “Da qualche parte nel mondo”, sussurrata e cantata all'unisono, reinterpretata dalla freschezza e dal talento di tre ragazze provenienti dal “Liceo Classico Pietro Giannone” di San Marco In Lamis.
A seguire, l'immancabile e necessario intervento di due membri portanti dell'associazione organizzatrice “Mo l'Estate Spirit Festival”, in ordine: Antonietta Longo, e Stefano Starace, i quali, ancora una volta hanno sottolineato l'importanza di un sodalizio culturale in un territorio come il nostro, e la meticolosa cura con la quale, ogni anno, vengono selezionati gli artisti esibenti: un onore e un vanto per il pubblico conterraneo, al quale è di certo offerto, ad ogni rinnovato appuntamento, il talento degli artisti, emergenti e non, più in voga del momento.

L'ultimo, ma non per questo meno importante, pensiero è andato al ricordo del cantautore al quale è stata dedicata l'intera manifestazione: Luigi Tenco, il tenebroso sognatore, il cantante poliedrico, il crudo poeta, il destabilizzatore delle platee, il rivoluzionario fuoriclasse, il genio e la sregolatezza dell'evoluzione musicale italiana.

Dopo una breve presentazione a cura di Stefano Starace sulle tre artiste dai mille talenti (Manuela Pellegatta, Marian Trapassi e Sara Velardo), nonché mattatrici della serata, si è giunto all'inizio dell'exploit musicale, caratterizzato da un sound acoustic-simply, e con una strumentazione strettamente necessaria (chitarra acustica, elettrica, leggere percussioni, talvolta una tastiera e un'armonica), perfettamente amalgamata alle loro timbriche energiche, adatta alle marcate e confortanti personalità delle cantanti, aventi uno stile italiano e al contempo “gipsy” molto accentuato, ed un percorso musicale nelle loro corde che sa di esperienza, di raccolto e di accolto, di terra-madre, di vissuto.

Il primo brano da loro reinterpretato è stato “Mi sono innamorato di te”, ballata più famosa del cantautore, in cui l'autore, motivato da un sincero sentimento, depauperato da ogni illusione romantica, va a cercare al calar della notte, la donna che ama; a seguire: “Ragazzo mio”, canzone-lettera quasi profetica, che invita a non eludere mai le proprie responsabilità, e a credere sempre nei propri sogni ed ideali; “Ho capito che ti amo”, altra celebre ballata d'amore, in cui si descrive in maniera totale l'essere conquistati dal più nobile dei sentimenti, e lo si confessa con altrettanta chiarezza, fino all'abbandono totale dei sensi; “Ognuno è libero”, canzone-manifesto pre-rivoluzione del '68; leggendo ed interpretando il testo attentamente, si potrebbe definire alquanto “brechtiana”, sicuramente un grande colpo d'intuito dell'autore, nella quale, a colpi di chitarra viene denunciato il perbenismo borghese di facciata e sottolineata l'importanza di manifestare la personalità preponderante - e differente dal resto - della gioventù dell'epoca; “Se qualcuno ti dirà”, altra tenera ballad, una commovente lettera d'amore, in cui è chiaro il verso d'amore di un'anima emigrante, costretta alla lontananza, dedicato alla propria amata, la quale dovrà afferrarlo, e tenerlo stretto al cuore e alla mente, e soprattutto non dovrà credere in maniera più assoluta alle dicerie della gente durante il periodo d'assenza; “Lontano, lontano”, una delle più acclamate canzoni del Tenco, probabilmente autobiografica, all'apparenza lascia intravedere testualmente la fine di un amore importante, celebrando il ricordo malinconico di ciò che è stato e l'augurio di ciò che accadrà nuovamente alla dedicataria del testo, in una relazione futura, in un periodo lontano dal tempo e dal mondo; “Vedrai, vedrai”, canzone-simbolo, e pietra miliare del repertorio et tenchiano et italiano: dal testo è evidente la dedica, non tanto alla donna amata, quanto alla propria madre, che aveva cresciuto Luigi in solitudine e avrebbe voluto per lui un avvenire sicuro, e senza problemi; d'altro canto, la preoccupazione del figlio era quella di aver deluso le aspettative della madre, avendo seguito d'istinto la sua vocazione artistica e musicale, del tutto incerta e all'epoca scarsa, a livello di successo; “Se stasera sono qui”, brano con testo di Mogol, reinterpretato dalle più grandi cantanti italiane, come Mina, Vilma Goich, è una canzone/dedica all'amore, sentimento capace di andar oltre e perdonare qualsiasi situazione di tristezza e ripensamento; gran finale con “Ciao amore, ciao”, la canzone nota per il sucidio del cantautore, dopo l'esclusione dal Festival di Sanremo del 1967. Pezzo per metà dedicato all'amore, per metà alla denuncia della società moderna, racconta di una persona stanca del lavoro e della vita di campagna, e propensa ad allargare le proprie conoscenze, e inseguire i propri sogni, varcando i confini della città; una volta nel nuovo mondo, però, il pentimento è dietro l'angolo, e non c'è più la possibilità, soprattutto economica, di tornare indietro... Il disagio e la paura di non contare niente, in un mondo di luci e apparenze, è assolutamente percepibile tra le righe, tant'è che “Ciao amore, ciao” è consacrata come manifesto delle perturbazioni malinconiche che caratterizzarono Tenco.

Le tre artiste hanno infine concesso il bis proprio di “Vedrai, vedrai”, ricca di echi e risonanze, e di “Ciao amore, ciao”, lasciando nel pubblico, assolutamente partecipe ed entusiasta, quel nodo in gola malinconico tipico dei fine-concerti di Tenco, ma al contempo anche un'atmosfera carica ed esaustiva, dopodiché si è passati alla presentazione di tre loro brani, rispecchianti in toto quanto già citato: personalità e percorsi artistici sentiti e vissuti, situazioni e pensieri attuali in ognuno, sapientemente descritti e musicati, con sound gradevoli e sofisticati al punto giusto, con riferimenti alla musica tradizionale, popolare e che dir si voglia “country”, indubbiamente graditi dal pubblico.



Alle loro spalle, durante l'intermezzo musicale, il fumettista Mario Milano (attualmente collaboratore con la Sergio Bonelli Ediore) ha abilmente acceso, sulla bianca parete che faceva da sfondo alle cantautrici, uno straordinario, dettagliato e veritiero ritratto del Tenco.

venerdì 10 marzo 2017

"Duet - Tre cantautrici, insieme, cantano Tenco"

di Francesca Papagni

In occasione dell'evento “Luigi Tenco, marzo 2017: in qualche parte del mondo”, distribuito in una serie di iniziative che approderanno pian piano in tutta Italia per omaggiare la ricorrenza natale (in data 21 marzo) del cantautore piemontese, l'associazione no-profit pugliese “Mo' l'Estate, Spirit Festival”, giunta ormai alla sua XXIV edizione, presenterà un progetto unico nel suo genere: tre appuntamenti canori e celebrativi riguardanti il compianto cantautore, musicati dalla grazia vocale del trio “Duet – tre cantautrici insieme cantano Tenco” (Pellegatta, M. Trapassi e S.Velardo).
Le tre serate avranno luogo in tre località garganensi, precisamente:
venerdì 17/03/2017, presso l'Ex “Chiesa Santa Maria Maddalena” (Largo delle Monache) di San Giovanni Rotondo, alle ore 21.00;
sabato 18/03/2017, presso il “Sentiero dell'Anima”, SP 48 (San Marco – San Nicandro) km 13, alle ore 20.30;
domenica 19/03/2017, presso “Spazio Selezione Sabatino” (Apricena), alle ore 19.00.

L'ingresso sarà su prenotazione fino ad esaurimento posti. (Info: 347.4687088).
Un'accurata selezione musicale d'autore, gradita e ricercata verrà fornita all'orecchio del pubblico: sensibilità, verità e riflessioni diverranno le indiscusse protagoniste della serata, e non a caso sottolineranno l'umbratile realismo psicologico e sociale che il giovane e talentuoso cantautore era solito esprimere nei suoi pensieri musicali. I brani reinterpretati faranno ovviamente riferimento a ciò che caratterizzò il percorso artistico di Tenco: dalle buie cantine di provincia, al jazz raffinato ed essenziale, dai festival melodici e giovanili al beat-folk italico, fino ad arrivare allo spessore culturale, talvolta di denuncia, della scuola cantautoriale francese e genovese. Una rotta da non perdere, per esperti e conoscitori...e per nuovi iniziatori!

« Io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre, però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro.» (da “Io sono uno”- L.Tenco)

sabato 22 ottobre 2016

Romanticismo e armonie spirituali nelle note di Evgenia Papadimas

di Francesca Papagni
Giunta alla decima tappa – ultimo appuntamento che avrà luogo presso la Sala Convegni di Casa Sollievo della Sofferenza – la Rassegna “In concerto” è lieta di ospitare, direttamente dalla penisola ellenica, il talento e la bellezza di Evgenia Papadimas.
La pianista greca, vincitrice del primo premio al concorso internazionale organizzato dalla Christian Youth Association of Greece, ha già calcato palcoscenici importanti come l’Accademia Liszt di Budapest e la Kioi Hall di Tokyo. Suona regolarmente al Saint Martin-in-the Fields di Londra e, nei mesi scorsi, ha inciso il suo ultimo lavoro intitolato Atmosphera con la prestigiosa etichetta Sony Classical.
Pensieri meditativi dai risvolti musicali pressoché intimistici si alterneranno, sulla partitura, a climi cupi e misteriosi, segnati da ottave ostinate, ribattute sulla falsariga di temi vagamente gregoriani, ad un conclamato ed acceso romanticismo cromatico, delineato da melodie appassionate, accidentate e straordinariamente progredienti, narrative e fantasiose.
Una scelta di repertorio di grande impatto acustico e psicologico illustrerà le atmosfere, le riflessioni, e le caratteristiche tipiche dei più importanti compositori tardo-romantici della storia: Johannes Brahms, Sergej Rachmaninov, Franz Liszt. 
Appuntamento imperdibile per appassionati, sostenitori del suddetto filone musicale e non solo.
NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio; ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”.

domenica 16 ottobre 2016

L'eleganza e il virtuosismo cameristico di Claudi Arimany e Alessio Mastrodonato

Di Francesca Papagni

Per il nono appuntamento della Rassegna musicale In concerto” la Sala Convegni di Casa Sollievo della Sofferenza sarà lieta di ospitare due eccellenze del virtuosismo cameristico: il pianista compaesano Alessio Mastrodonato, e il flautista spagnolo Claudi Arimany, attualmente ritenuto uno dei più grandi virtuosi in attività dello strumento.

Il programma del talentuoso duo sarà incentrato sulla precisione stilistica e unidirezionale di ciò che suggerisce il raffinato mondo della musica da camera; il linguaggio lirico coloristico dei brani si intreccerà con l’attenzione per l’architettura delle forme, dentro a un linguaggio armonico di straordinaria ricercatezza, ispirato da cromatismi e da nouance modali. Il pubblico, dunque, sarà letteralmente cullato dai temi calmi e pacati di morbide berceuse, verrà in seguito catturato, in un climax ascendente, in un meraviglioso saggio di fantasia e di stile, tipicamente mozartiano, per poi tornare infine alle atmosfere serenamente domestiche schumaniane. Ad interpretare questo prezioso recital classico saranno il tocco elegante del pianista Alessio Mastrodonato e la maestria del flautista Claudi Arimany.

Claudi Arimany è considerato uno dei più virtuosi flautisti internazionali; utilizza nei suoi concerti il famoso flauto d’oro W.S.Haynes, appartenuto a Jean Pierre Rampal, il quale dice di lui: “E’ uno di quei virtuosi che mette la tecnica, la sonorità ed i colori del fraseggio al servizio della musicalità e della sensibilità, particolarità che non appartiene a molti.”
Il M° Alessio Mastrodonato è interprete di pianoforte classico e musica da camera, compositore e didatta. Ha studiato con numerosi musicisti di fama mondiale, e come solista si è esibito il molte città italiane, europee ed orientali, fra cui Parigi, Rotterdam, Salisburgo, Napoli, Venezia… Come musicista da camera si è esibito con molte formazioni (duo, trio, quartetto e quintetto) in Italia, Olanda e Israele. I brani da lui composti sono stati altrettanto eseguiti in Europa, e non solo.



NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio; ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”.

Neoplatonismo e modernità nell'archetipico “Verso della sorgente” di Riccardo Santarelli

di Francesca Papagni


Il verso della sorgente” è un vera e propria proiezione filosofica e pensante, esplicata in forma scritta e strutturata in versi liberi custoditi in un opuscoletto, del tema dell'Uno, come principio totalizzante e mutabile, indicante l'unità del tutto.
Opera del giovane autore, laureato in lettere e cantautore sangiovannese, alias Riccardo Santarelli, nasce come riflessione personale del singolo verso e attraverso gli eventi prospettici del mondo. La forza primogenita e ontologica dell'arché, attraverso la quale il mondo è soggetto ad un continuo fluire e rigenerar-si, diviene manifesto della vita di ogni uomo. E da questa prospettiva di destinazione e ritorno si dirama il concetto di “sorgente”, viva, acustica, impressa; stando a ciò che ci suggerisce lo stesso autore, per analizzarne al meglio ogni affluente, c'è sempre bisogno di un percorso all'inverso, di un ritorno a sé stessi, attraverso la meditazione interiore. In ogni poesia esiste un richiamo a seguire il sentiero del sinuoso Fiume che appartiene ad ognuno di noi, in cui la voce diviene specchio della propria eco.

La raccolta si divide in tre sezioni, attraverso cui si può assistere ad una sorta di climax e retrospezione, dal riverbero del quotidiano fino alla rivelazione, e comprensione esistenziale: la foce del Fiume, lungo la corrente, la risalita del Fiume.

Il neoplatonico concetto di crisi interiore, in cui la percezione della realtà sensibile diviene più intensa, potrebbe – che dir si voglia – rappresentare una sorta di zattera, ancorata nel cuore della sorgente stessa, nel mezzo della piena quotidianità; ed ecco che di fronte alle incertezze e alle convinzioni del suo stesso io, dinanzi alla logica contraddittoria dello scorrere degli eventi, l'uomo – in questo caso l'autore – avverte la necessità di ricorrere a degli strumenti cliché (riflessioni poetiche) per mettere in salvo la propria anima, dapprima esaminandola, nel mezzo della “foce del fiume” (I sezione), poi purificandola, riflettendo “lungo la corrente”(II sezione), e infine elevandola, ritornando all'origine, in un percorso contrario, che conduca alla “risalita del fiume”(III sezione).
Il bisogno ricorrente dell'arte e della musica, in particolare cantautoriale, accompagnerà poi in maniera creativa l'autore-uomo in questa rotta, e nella parte centrale del fascicolo è ben evidente un significativo e celebrativo passaggio volto all'esaltazione di queste due correnti.


Il “verso della sorgente” è a tutti gli effetti una lettura fruibile, scorrevole, incredibilmente semplice e mai scontata nella forma, adatta a qualsiasi tipo di lettore, un viaggio pluridirezionale verso la consapevolezza di sé e dell'Assoluto. Per i conoscitori e interpreti della filosofia antica e moderna, rappresenta invece un'analisi guidata, un ponte fra ellenismo e modernità hegeliana, è fotografia raccontata dell'interiorità ed esteriorità immanente che si cela in ognuno di noi durante il giornaliero vissuto.

Libro acquistabile cliccando QUI, distribuito da www.youcanprint.it, online self-publishing.

sabato 1 ottobre 2016

Tra armonia e sinfonia: la cantabilità crepuscolare tardo-romantica del “duo Zorzet-Pisapia”

di Francesca Papagni

L'ottavo appuntamento della rassegna “In concerto” farà brillare di luce propria due artisti di grandissimo valore interpretativo e culturale: il violoncellista Tullio Zorzet e la pianista Helga Pisapia.
Ad allietare, in ogni senso, il pubblico in sala questa volta sarà un intercalare di raffinatissimi pezzi appartenenti alla cultura musicale romantica tardo-ottocentesca italiana, tedesca e russa, con riferimenti in particolar modo al cosiddetto “gruppo dei cinque” (nome con cui è noto in letteratura un gruppo di compositori classici russi: Balakirev, Cui, Borodin, Musorgskij e Rimskij-Korsakov), a compositori pilastro del calibro di Schumann, Tchaikovsky, Martucci, Pizzetti e più in generale alla passionalità focosa, crepuscolare, intimista, lacrimevole e autunnale dell'armonia romantica, ricca di sfumature emozionali, al pari di un cielo al tramonto, e sempre precisa nella partitura; a tutto ciò farà da cornice la meditativa Sala Convegni dell'ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, situata presso il 4° piano della struttura.
La morbidezza malinconica e rassicurante dell'effluvio romantico verrà ricreata dalla magia delle note del violoncellista Tullio Zorzet (dal 1990 primo violoncello dell’Orchestra del Teatro G. Verdi di Trieste, dove ha suonato sotto la direzione di importanti Maestri quali Daniel Oren, Gary Bertini, Neville Marriner, Gustav Kuhn, Donato Renzetti e molti altri ancora , partecipando alle tournèe fatte negli anni dal Teatro in Giappone, Korea, Cipro, Budapest. Giovanissimo una borsa di studio che gli ha permesso di essere allievo del celebre violoncellista Rocco Filippini e del famoso violinista Angelo Stefanato per la musica da camera), e dalla dolcezza espressiva della pianista Helga Pisapia (ha compiuto gli studi di Pianoforte nel 1993 con il massimo dei voti al Conservatorio di Salerno sotto la guida del M° Giancarlo Cuciniello. Si è successivamente perfezionata con i M. M.Bertucci, A.Hintchev e M.Campanella, allievi della Scuola pianistica napoletana del M° Vitale. Ha debuttato a vent'anni al “Teatro Verdi” di Salerno. Ha registrato un cd dedicato ai lavori di R.Schumann per pianoforte e violoncello con Tullio Zorzet.)



NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio; ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”.

venerdì 23 settembre 2016

Il formidabile percorso sonoro del quartetto Metamorfosi

Per il settimo consueto appuntamento della rassegna concertistica “In Concerto”, quattro ospiti nostrani dallo straordinario e poliedrico talento esecutivo (Metamorfosi Quartet: Pino Lentini, Massimo Cianciaruso, Antonio Sciscioli e Michele Carrabba) nonché eccellenze nel campo del jazz e dell'improvvisazione, accompagneranno il pubblico audiente in un peculiare percorso sonoro, che partirà dalle pagine più belle della musica classica e d'opera – rivisitate per quartetto di clarinetti – per giungere, poi, alle composizioni più accattivanti della musica jazz, scritte ed arrangiate per quartetto di sassofoni.
Il concerto si svolgerà domenica 25 settembre presso l'auditorium Piergiorgio Frassati – Auditorium Sala San Giuseppe Artigiano, alle ore 20,30.



NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio; ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”.


giovedì 15 settembre 2016

Viaggio in prima classe con le appassionanti atmosfere latin del “Maurizio di Fulvio Trio” & Alessia Martegiani

Riprende – dopo una meritata pausa estiva – la rassegna musicale “In Concerto”, musicalmente e sapientemente plasmata dal M° Luciano Pompilio.

Domenica 18 settembre sarà il turno del Maurizio Di Fulvio Trio, affiancato dalla voce pacata e suadente di Alessia Martegiani. 

Appassionanti atmosfere brasileire, alternate a sequenze di bossa nova e di classico latin jazz, trasporteranno il pubblico in una nuova dimensione d'ascolto,e trasformeranno la già accattivante location (Circolo Valle Rossa) in un esotico giardino sudamericano, caratterizzato senza dubbio dalla varietà di suoni e colori che il programma artistico metterà a disposizione.

E dunque meritevoli di menzione sono gli artisti che guideranno il pubblico in questo percorso sonoro tipicamente brasiliano:
- Maurizio Di Fulvio, chitarrista, si è formato artisticamente con musicisti quali J. Bream, A. Carlevaro, J. Scofield, P. Metheny e ha ottenuto primi premi e vari riconoscimenti in concorsi internazionali. Svolge una brillante carriera concertistica, in qualità di solista e con formazioni varie, suonando in tutto il mondo nei festival più prestigiosi a fianco dei più autorevoli chitarristi e musicisti contemporanei e ottenendo lodevoli testimonianze del pubblico..
- Alessia Martegiani, cantante, ha studiato a lungo la musica contemporanea e in particolare i ritmi e le sonorità della musica brasiliana, perfezionando la conoscenza del repertorio bossa-nova e samba-cançao e divenendo presto una delle voci italiane più richieste ed apprezzate a livello internazionale. Completano la formazione - Ivano Sabatini , contrabbassista esperto e dalla solida preparazione, che passa da accompagnatore a voce solista, creando atmosfere ricche di bellezza melodica e pregevole musicalità, e il batterista/percussionista Giacomo Parone, che, con equilibrato senso dell’estetica musicale, sottolinea ogni momento dell’esecuzione con effetti strumentali e particolari trovate ritmiche.

Il pubblico sangiovannese è pertanto invitato a prenotare il proprio biglietto di sola andata destinato ad un viaggio di prima classe, caratterizzato da momenti esecutivi di autentica estemporaneità e dall'inconfodibile sound latin-contemporaneo. 

NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio; ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”. 

venerdì 17 giugno 2016

Tra classicismo e contemporaneità: le suggestioni folkloristiche del duo “Due corde mediterranee” per la rassegna “In concerto”

di Francesca Papagni
Dopo i primi due appuntamenti largamente apprezzati da pubblico e critica, la vastità sonora dell’oceano musicale della rassegna “In Concerto” giunge al suo terzo appuntamento settimanale, curata in maniera oltremodo raffinata dal M° Luciano Pompilio
Ancora una volta il pubblico verrà trasportato nell’etere delle melodie della chitarra, ma stavolta sarà il ritmo dei sound sperimentali la colonna portante della serata. Tra classicismo e contemporaneità si assisterà ad un concerto assolutamente suggestivo, caratterizzato da un atmosfera ed un ascolto differente, in cui il classicismo e la contemporaneità dei brani scelti dagli artisti esibenti si mescoleranno al folklore mediterraneo, iberico e balcanico.
Domenica 19 giugno, dunque, San Giovanni Rotondo ospiterà, presso l’Auditorium Chiesa della Maddalena (L.go delle Monache) il sound classico-popolare del duo “Due corde Mediterranee”, composto da due chitarristi di notevole importanza nel panorama musicale:Gionni Di Clemente e Giovanni Seneca.
In questo concerto, protagoniste saranno le corde mediterranee, le quali guideranno l’ascoltatore in un percorso fatto di arrangiamenti che fondono la tradizione classica con quella popolare; nelle composizioni originali troviamo riferimenti e citazioni che provengono da diverse aree geografiche e musicali. Il viaggio geografico nel mediterraneo parte dalle sonorità del sud Italia, e passando per i Balcani, la Grecia, la Turchia e il Maghreb, approda perfino in Spagna. L’utilizzo di diversi tipi di corde come le varie chitarre (classica, battente e flamenca), il bouzouki, l’oud e il mandolino esalteranno le sfumature di ogni composizione. Nel programma d’esecuzione troveranno spazio arrangiamenti di brani celebri con particolare attenzione alla musica e alla cultura italiana.
Il chitarrista Gionni Di Clemente è polistrumentista virtuoso ed eclettico, e compone attingendo a diverse fonti, scavalcando qualsiasi confine stilistico. Nel 2007 pubblica il suo primo lavoro discografico (Danza degli Spiriti, ED. 227), prodotto dall’etichetta Dodicilune, ampiamente accolto dalla critica, con pregevoli recensioni sulle maggiori testate musicali. In ambito cinematografico realizza le musiche per il film “La malattia dell’arcobaleno, appunti sul cinema” di Luigi Di Gianni, del regista Simone Del Grosso, premiato al festival internazionale dei Circuiti cinematografici di Matera nel 2006 dal regista portoghese Manuel De Oliveira.
Il chitarrista Giovanni Seneca si diploma al conservatorio di Pesaro e si specializza all’école Normale de Musique, e al conservatorio Ravel di Parigi. Ha realizzato produzioni in vari ambiti, scrivendo e interpretando canzoni, brani solistici, cameristici e orchestrali. Ha inoltre composto musica per il cinema e il teatro. Si è esibito nelle maggiori città e teatri italiani, come anche a Parigi, Berlino, New York, Philadelphia, Tel Aviv, Sarajevo, Belgrado, Smirne, Durazzo, Hammamet, Alexandria, il Cairo, Istanbul, Zagabria, Atene. In ambito teatrale ha scritto musiche per spettacoli con attori come Valeria Moriconi, Neri Marcorè, Moni Ovadia, Dario Vergassola, David Riondino, Maddalena Crippa e Lunetta Savino.
Una serata imperdibile per il pubblico sangiovannese e per tutti gli appassionati di musica, incuriositi dai sound-mix innovativi e sperimentali, che ricalcano con grande rispetto e magnanimità la tradizione musicale classica.
NB. Direzione artistica: M°Luciano Pompilio;  ingresso: ore 20.00 – inizio spettacolo: ore 20.30. Tesseramento stagione concertistica € 40,00/ Contributo associativo per singolo concerto € 7,00; prevendite presso “Edicola Corso Umberto I”, o direzione amministrativa ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”.

martedì 7 giugno 2016

«All’ombra di un grande albero»: il recital sul grandioso operato di San Pio in scena a San Giovanni Rotondo

di Francesca Papagni
San Giovanni Rotondo, 09/06/2016 – Auditorium “Piergiorgio Frassati”: 
Si terrà nella suddetta data e nell’istesso luogo il Recital “All’ombra di un grande albero”, abilmente ideato, scritto e diretto dalla poliedrica penna della professoressa e direttrice del Cinecircolo Frassati, Rosa Di Maggio.
rosa Lo spettacolo nasce da un meticoloso e zelante studio, effettuato dalla professoressa, sulla vita e sull’operato del Santo custode di San Giovanni Rotondo, il quale, guidato dal lume dell’altissimo, oltre che da una fervente tenacia spirituale, riuscì a svernare la durezza di cuore dello spirito di ghiaccio dei popolani sangiovannesi, per lasciar spazio ai tiepidi raggi del sole dell’opera santa del progresso e dell’evangelizzazione.
Il grande albero vuole essere quindi parafrasi metaforica delle idee e dei progetti mistici ideati dal santo padre, destinati alla realizzazione tramite una serie di fortunate circostanze, aventi come protagonisti figure ormai note appartenenti alla nostra realtà. E proprio come la fresca ombra dei rami di un albero protegge lo stanco contadino in cerca di refrigerio dopo le quotidiane fatiche, allo stesso modo lo spirito del santo padre, abilmente celato da una lieve foschia di apparente normalità, è sempre stato colonna portante della realizzazione di realtà stabili e consolidate, che da anni contribuiscono al benessere alla realtà – non solo spirituale – del nostro Paese.
Il Recital vedrà lo snodarsi, attraverso sequenze recitate e danzate, delle tappe salienti della vita del Santo e dei suoi adepti, nonché suoi”figli spirituali”, in un percorso travagliato, avente come meta la realizzazione della sua grandiosa opera di misericordia. Fra commozione, scene divertenti, interessanti e accesi dibattiti si giungerà infine alla riflessione sulla presenza e permanenza di Padre Pio in questa terra di mezzo.
Uno spettacolo sicuramente da non perdere, ricco di personalità differenti ben amalgamate, targato ancora una volta “Cinecircolo Frassati”.
Ingresso solo su invito, alle ore 20.00; sipario ore 20.30.
Un sentito e doveroso ringraziamento va alla Parrocchia“San Giuseppe Artigiano” per la gentile concessione della sala, al consiglio direttivo, alla scuola di danza “Arte Danza” diIvana Cisternino, e a tutto lo staff e agli attori partecipanti.
Cast:
Padre Pio: 
Lazzaro Cocomazzi;
Voci narranti: Francesca Papagni, Alberto Clemente;
Lucietta Fiorentino: Myriam De Nittis, Nicoletta Russo;
Madre di Lucietta: Lucia Gravina;
Padre Paolino: Giovanni Patrone;
Padre Carmelo:
 Antonio Colella;
Cleonice Morcaldi: Enrichetta La Marca;
Padre di Lucietta: Antonio Cafaro;
Sorella di Lucietta: Chiara Di Maggio;
Antonio Ciccone: Samuele Gurgoglione;
Sindaco Morcaldi: Diego Palladino;
Le figlie spirituali: Mariangela Consale, Adriana Dragano, Filomena Squarcella;
Padre Antonio: Antonio Villani;
I giovani: Nicola Centra, Antonio Urbano.